Ansa: Cinema / Al Pacino racconta la sua ‘Wilde Salomé’. In sala il docu-film dedicato a opera di Oscar Wilde

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(ANSA) – ROMA, 27 APR – ”Salome’ e’ il mio tentativo di
fondere l’opera teatrale e il cinema. Fare in modo che questo
ibrido funzioni: unire tutta la qualita’ fotografica del cinema a
quell’essenza dell’acting che e’ propria del teatro”. Parola di
Al Pacino, regista e attore di ‘Wilde Salome” tratto da Oscar
Wilde, docu-film che, dopo essere passato nel 2011 al Festival
di Venezia (dove ha vinto il Queer Lion), arriva in sala dal 12
maggio con Distribuzione Indipendente. Nel cast, una
straordinaria Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart,
Estelle Parsons, Barry Navidi e Joe Roseto. E interventi poi di
Merlin Holland (nipote di Wilde), Bono degli U2, Gore Vidal, Tom
Stoppard e Tony Kushner.

Che succede in questo docu-film? Un po’ di tutto. C’e’ l’ansia
e i mille ripensamenti di Al Pacino nel compiere quest’opera a
cui e’ legato da sempre e dove al centro c’e’, oltre una storia di
lussuria, avidita’ e vendetta un concetto forte e sconvolgente:
”ogni uomo (alla fine) uccide cio’ che ama”.

La storia e’ nota. Salome’ principessa della Giudea, figlia di
Erodiade e di Erode Filippo I, come racconta il Vangelo di
Matteo, fu l’autrice del martirio di Giovanni Battista. Siamo
nel I secolo dopo Cristo e il Re Erode (Al Pacino) e’ totalmente
invaghito della giovane figliastra Salome’ (Chastain), che e’
innamorata, a sua volta, di Giovanni Battista. E quando il re
spinge la figliastra a ballare per lui, atto di estrema
intimita’, promettendogli ogni cosa desideri, la ragazza non
manca, a ballo avvenuto, di riscuotere il suo terribile credito.
Ovvero quello di chiedere la testa di San Giovanni Battista
(quella dell’uomo che ama e l’ha rifiutata).

Al Pacino nel suo docu-film racconta sia la vita dello
scrittore irlandese e di questa sua opera scandalosa, come le
difficolta’ di girare un film complicato, e per certi versi
autobiografico, passando dal deserto del Mojave, fino
all’Irlanda e al Regno Unito.

Dopo Looking for Richard (Riccardo III – Un uomo, un re) del
1996 dedicato da Al Pacino all’opera di Shakespeare, l’attore
torna a raccontare ancora una volta un archetipo, come quello di
Salome’, e un autore difficile come Wilde preso dalla sua
genialita’ e dalla sua difficile omosessualita’ da vivere.

Infine la frase chiave del film, ovvero una poesia di Wilde:
”Eppure ogni uomo uccide cio’ ch’egli ama,e tutti lo sappiamo:
gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con delle
parole carezzevoli, il vigliacco con un bacio, l’eroe con una
spada! Gli uni uccidono il loro amore, quando sono ancor
giovani; gli altri, quando sono gia’ vecchi ; certuni lo
strangolano con le mani del Desiderio, certi altri con le mani
dell’Oro; i migliori si servono d’un coltello, affinche’ i
cadaveri piu’ presto si ge’lino. Si ama eccessivamente o troppo
poco; l’amore si vende o si compra; talvolta si compie il
delitto con infinite lacrime, tal’altra senza un sospiro,
perche’ ognuno di noi uccide cio’ ch’egli ama eppure non e’
costretto a morirne”.(Di Francesco Gallo)

27-APR-16 15:13

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