Schede e sinossi delle opere di interesse queer e dei cortometraggi a tematica LGBT presenti alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
SCHEDE E SINOSSI
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Fucking with Nobody di Hannaleena Hauru (Finlandia, 102′, 2020)
Hanna è un’attrice che, dopo l’esito negativo di un ingaggio in un film, decide di girarne uno in proprio con la collaborazione della sorella e di alcuni amici. Decidono così di mettere in scena una sua relazione con il molto più giovane e gay Ekku che verrà progressivamente postata su Instagram per poi diventare un film. In questo modo testeranno il bisogno di romanticismo che in fondo alberga anche nei followers apparentemente più smaliziati. Quando però la realtà inizia ad inserirsi nella finzione la situazione inizia a cambiare.
Presentato nella sezione Biennale College

La nuit des rois (Night of the Kings) di Philippe Lacôte (Costa d’Avorio, Francia, Canada, 92′, 2020)
Un giovane uomo viene mandato a “La Maca”, una prigione nel cuore della foresta ivoriana controllata dai prigionieri stessi. Allo spuntare della luna rossa, il Boss lo designa come il nuovo “Roman” a cui spetta il compito di raccontare una storia agli altri prigionieri. Dopo avere scoperto il destino che lo attende, inizia a raccontare la vita del leggendario fuorilegge “Zama King”, e non ha altra scelta se non protrarre il suo racconto fino all’alba. Su ordine del capo “Barbanera”, una galleria di personaggi mette in scena, tra danze, canti, movimenti coreografati e mimati, la lunga storia narrata da “Romanzo”. Un non-musical carcerario dalle atmosfere ricche di suggestioni. Tra i carcerati, ognuno col proprio soprannome, c’è anche il travestito “Sexy”, la ‘ragazza’ dei detenuti più potenti.
Presentato nella sezione Orizzonti

Śniegu już nigdy nie będzie (Never Gonna Snow Again) di Małgorzata Szumowska, Michał Englert (Polonia, Germania, 113’, 2020)
Polonia. Un massaggiatore proveniente dall’Ucraina entra nella quotidianità dei ricchi residenti di una comunità chiusa senza stimoli né desideri. Nonostante la loro ricchezza, queste persone sembrano tristi, annoiate. Le mani del nuovo arrivato li guariscono, i suoi occhi penetrano nelle loro anime. Per loro, l’accento russo di quell’uomo suona come una canzone del passato, un ricordo della loro infanzia. Zhenia, questo il suo nome, cambierà loro la vita. Il film pone una serie di domande sottili su sesso, intimità, contatto, con atmosfere che rimandano al celebre “Teorema” di Pier Paolo Pasolini.
Presentato nella sezione Venezia 77

The Human Voice di Pedro Almodóvar (Usa, Spagna, 30’, 2020)
Un libero adattamento dell’originale pièce teatrale di Jean Cocteau, su cui Pedro Almodóvar ha sognato per decenni. Racconta la storia di una donna disperata (Tilda Swinton), che aspetta la telefonata dell’amato che l’ha appena abbandonata. Si tratta del primo film in inglese di Pedro Almodóvar. Swinton/Almodóvar, due icone mondiali del cinema e della cultura queer per la prima volta insieme.
Presentato nella sezione Fuori Concorso

Nattåget (The Night Train) di Jerry Carlsson (Svezia, 15’, 2020)
Oskar si trova su un treno notturno, diretto verso casa dopo un colloquio avuto a Stoccolma. Con una lunga notte davanti a sé, incrocia lo sguardo di Ahmad. Per la prima volta, incrocia lo sguardo di qualcuno che prova il suo stesso desiderio.
Presentato nella sezione Orizzonti

The Return of Tragedy di Bertrand Mandico (Francia, 24’, 2020)
Due poliziotti interrompono una cerimonia segreta: in fondo ad un giardino, una donna sta per essere sventrata per permettere alla sua bellezza interiore di uscire. Questa situazione viene presentata in diverse maniere e tutte le possibilità vengono esplorate.
Presentato nella sezione Orizzonti

Queerskins Ark di Illya Szilak, Cyril Tsiboulski (Usa, 17’, 2020)
Leggendo il diario lasciato dal figlio, col quale non aveva più contatti, perso a causa dell’AIDS, una madre cattolica (Hadley Boyd) che vive nelle campagne del Missouri trova un modo per trascendere se stessa ed il proprio dolore, immaginandolo vivo ed innamorato. Grazie alle eccezionali interpretazioni di Michael DeBartolo e Christopher Vo in video volumetrico ed al potenziale narrativo dello spatial sound, Ark vi consente di vivere l’immaginazione della madre e co-creare l’intima danza degli amanti, attraverso la posizione del vostro corpo e i suoi movimenti. Un originale Intel Studios co-prodotto con Cloudred.
Presentato nella sezione Venice Virtual Reality

Gravidade VR di Fabito Rychter, Amir Admoni (Brasile, Perù, 15’, 2020)
Gravidade VR è una corsa sfrenata in un mondo caotico. Si seguono gli ultimi momenti di due uomini (fratelli? amici? qualcosa di più?), durante una caduta libera di 15 minuti. Un viaggio emozionante e mozzafiato in un universo surreale, senza poggiare i piedi a terra. Una parabola, una favola, un’esperienza interattiva.
Presentato nella sezione Venice Virtual Reality

En ce moment (In this moment) di Serena Vittorini (Italia, 15’, 2020)
En ce moment è la storia d’amore tra due giovani donne durante il lockdown imposto dalla pandemia del Covid-19. Le protagoniste s’incontrano, s’innamorano e vivono in un tempo concentrato e in uno spazio limitato, l’esperienza amorosa. Il film racconta il tentativo di comunicare le proprie emozioni e i propri bisogni in un alternanza di momenti di intensità, sofferenza e passione.
Presentato nella sezione Giornate degli Autori

Miu Miu Women’s Tales #19 – Nightwalk di Małgorzata Szumowska (Italia, Polonia, 9’, 2020)
È notte a Varsavia. Due abitazioni molto diverse. In una, un padre guarda lo sport sdraiato sul divano, aspettandosi che il figlio faccia altrettanto. In un altro appartamento, una madre dall’aria facoltosa si siede a tavola per cenare con la figlia, completamente diversa da lei. Nello stesso istante, il ragazzo e la ragazza intraprendono un’avventura notturna di trasformazione, durante la quale si spogliano delle varie stratificazioni di genere che hanno ereditato. Le vie della città si trasformano in una passerella liberatoria. Quando per caso si incontrano – faccia a faccia, corpo a corpo – si rispecchiano in silenzio uno nell’altra, offrendosi conforto, sicurezza.
Presentato nella sezione Giornate degli Autori
J’ador di Simone Bozzelli (Italia, 16’, 2020)
Roma. Claudio ha quindici anni e qualcuno gli sta scrivendo in fronte “J’ador” perché profuma come una femminuccia. Č Lauro, il leader diciottenne di un gruppo di ragazzi che dicono di essere fascisti e fanno un sacco di cose per un partito di estrema destra. Claudio vuole andare con loro alla “cena” in sezione, ma alla cena si va solo se si fa parte del gruppo, e le femminucce non ci entrano. Se vuole ottenere ciò che desidera, in un pomeriggio, Claudio deve perdere il suo profumo da ragazzino e imparare ad odorare come un uomo.
Presentato nella sezione Settimana Internazionale della Critica

