Venezia 73, si chiude il concorso con l’arrivo di Monica Bellucci

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Presentato anche Ang babaeng humayo (The Woman Who Left) del regista filippino Lav Diaz, in gara per il Leone d’Oro e per il Queer Lion

La corsa al Leone d’Oro a Venezia 73 si chiude davvero in bellezza con l’arrivo di Monica Bellucci ed Emir Kusturica, protagonisti del film On the Milky Road.

Si chiude oggi, 9 settembre, il concorso principale di Venezia 73, ma attenzione, perché in Laguna la competizione ufficiale riserverà oggi due film che non sono certo da sottovalutare in chiave Leone d’Oro, oltre che a riservare un grandissimo ritorno sul red carpet per il cinema italiano: oggi 9 settembre è il giorno di Monica Bellucci ed Emir Kusturica.

Da ex vincitore del Leone d’Oro e cineasta amatissimo in Laguna il regista serbo Emir Kusturica non va di certo sottovalutato, soprattutto se sbarca in Laguna accompagnato dalla bellissima musa italiana (e prima Bond Girl agée della storia) Monica Bellucci, attesissima come ogni anno dai fotografi di mezzo mondo sul red carpet.

Il regista, celebre per il suo capolavoro Underground, con il suo nuovo progetto On the Milky Road torna a raccontare il suo Paese ormai scomparso, la ex Yugoslavia, e la guerra che l’ha distrutto e disgregato.

Al suo fianco di regista e attore protagonista troviamo la madrina del cinema italiano nel mondo, Monica Bellucci. L’icona di stile e bellezza comparsa persino in un selfie con Kim Kardashian interpreta la moglie del protagonista: la coppia tenta di vivere la propria vita e il proprio amore in una zona impervia e montuosa della Serbia, che verrà presto squassata dalla violenze della guerra.

Del film si è già molto parlato anche grazie ad alcune foto molto sensuali dell’attrice, che si bagna in un fiume fasciata da un abito da sposa, che diventa via via trasparente evidenziandone le famose curve. Chissà cosa sceglierà d’indossare Monica sul red carpet! Intervistata dalla stampa tra un take e l’altro del film, l’attrice ha rivelato di aver imparato persino un po’ di serbo durante le riprese del film.

I cinefili già lo conoscono e sanno che, quando ci si appresta a vedere un film di Lav Diaz conviene non prendere appuntamenti per le ore successive. Infatti il cineasta filippino più rappresentativo a livello internazionale è noto per i suoi minutaggi davvero poco commerciali. Stavolta si parla (solo di) 226 minuti per Ang Babaeng Humay, il suo nuovo lungometraggio in concorso a Venezia 73, a cui tocca il compito di rappresentare un sud est asiatico meno presente rispetto agli anni passati.

Il film viene presentato come ultimo partecipante alla corsa al Leone d’Oro forse proprio per la post produzione che si è conclusa proprio negli ultimi giorni ed è l’ennesimo film girato in bianco e nero in competizione, per una Venezia che sembra anticipare un trend retrò per il futuro del cinema internazionale.

La storia vede il ritorno di Charo Santos-Concio in qualità d’interprete e racconta in tentativo di vendetta di una donna, Horacia. La protagonista ha trascorso ingiustamente gli ultimi 30 anni della sua vita in carcere e viene improvvisamente liberata quando un’altra persona si riconosce colpevole del crimine per cui era stata imprigionata.

Proprio mentre assapora la libertà appena riottenuta, Horacia deve sostenere un altro duro colpo: a denunciarla fu la sua amante dell’epoca (il film infatti è tra i candidati per il Queer Lion). Mentre tenta di scendere a patti con questa nuova consapevolezza, un’andata di rapimenti di persone abbienti investe le filippine e all’improvviso la protagonista vede aprirsi uno spiraglio per una possibile vendetta.

Fonte: Fox di Elisa Giudici

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